Cauzione alle imprese gestite da extracomunitarie

“Spero che la vista del ministro Ronchi non sia stata solo una passeggiata, ma che possa portare qualche beneficio concreto alla città. Sono convinto che in futuro la collaborazione tra amministrazione comunale e Governo possa dare una spinta importante per far ripartire l’economia cittadina e riportare sicurezza a Prato”. Così Aldo Milone, candidato a sindaco per la lista civica Prato Libera&Sicura, commenta la vista del ministro per le politiche comunitarie avvenuta mercoledì e mette in campo una serie di proposte, già inserite nel programma, per rilanciare l’economia cittadina e allo stesso tempo per combattere l’illegalità economica, una delle maggiori piaghe cittadine.
“La nostra proposta è quella di chiedere a tutte le nuove aziende gestite da extracomunitari che si insidieranno nel nostro territorio una sorta di anticipo o cauzione (come avviene per i locali che si prendono in affitto), in maniera da tamponare la grande falla nei pagamenti delle tasse di cui soprattutto le aziende gestite da cinesi si rendono protagoniste – spiega Milone – In sostanza l’esperienza di questi anni ci ha insegnato che le imprese gestite da orientali hanno vita brevissima, la maggioranza resta sul mercato al massimo per due anni, questo significa che i titolari delle aziende per non pagare le tasse comunali e non solo, aprono e chiudono in continuazione in maniera da non incorrere mai in sanzioni o pagamenti e non essere sottoposti ad accertamenti da parte degli uffici finanziari. Un sistema che ha messo in ginocchio la nostra economia visto che tutti i costi, come ad esempio quelli per i rifiuti, ricadono esclusivamente sulle aziende e sui cittadini pratesi costretti ad accollarsi anche le spese delle ditte cinesi”.
Milone parla anche di integrazione che a Prato è evidentemente ancora lontana e che si può raggiungere solo con atti decisi e incisivi volti a far comprendere alla comunità orientale le regole di questa città: “Bisogna intervenire sul sistema altrimenti tutto resterà come è oggi – conclude Milone – Se non si danno segnali forti a livello legislativo rischiano di cadere nel vuoto anche gli sforzi compiuti fino ad ora. E’ inutile mettere i sigilli a macchinari e capannoni se allo scadere del provvedimento tutto torna come prima e i titolari praticamente non vengono mai obbligati a pagare tasse e tributi”.

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