Abbiamo letto sulla stampa locale di questa enorme cifra (120milioni di euro) ricavata dai pratesi grazie all’affitto dei capannoni alla comunità orientale. In questo momento di crisi che attraversa Prato, credo che nessuno si sia accorto di tanto benessere frutto di questa enorme somma di denaro, che investe la città.
Anzi in questi ultimi mesi abbiamo assistito ad un incremento spaventoso di licenziamenti e ricorsi alla cassa integrazione con relativa perdita di migliaia di posti di lavoro e ad un aumento delle famiglie pratesi che ricorrono all’Emporio Caritas. Se facciamo un’analisi accurata possiamo facilmente calcolare questa cifra: in ogni capannone in media operano da un minimo di due fino ad un massimo di cinque piccole micro aziende cinesi con contratti di locazione ufficiali che in media non superano i mille euro al mese: calcolando che sono censite circa 4000 aziende cinesi e che occupano circa mille immobili, si può desumere che questo giro d’affari frutti circa 48milioni di euro all’anno.
Se invece fosse veritiera questa cifra (120milioni di euro) vorrebbe dire che siamo alla presenza di una delle più colossali evasioni fiscali della città alla quale va posto rimedio immediato e che questa ricchezza finisce nelle tasche al massimo di qualche migliaio di persone, mentre la maggior parte della popolazione soffre una delle crisi economiche più spaventose dal dopoguerra. Sempre se fosse vera questa cifra ciò non significa che Prato deve tollerare un’evasione massiccia in termini di tributi locali e tasse, lo sfruttamento della manodopera clandestina e la violazione dei più elementari diritti dei lavoratori a beneficio di pochi.
Inoltre affittare capannoni alla comunità orientale sta arrecando un ulteriore danno all’artigianato pratese come dimostrano alcuni tentativi di sfratto di aziende italiane da parte di proprietari di immobili intenzionati a riaffittare quegli stessi capannoni a cinesi disposti a pagare cifre più alte. Una pratica che ovviamente arreca un danno notevole ai pochi imprenditori che ancora resistono tra tante difficoltà e hanno voglia di superare questo momento critico.
Noi della lista Prato Libera&Sicura non siamo disposti a chiudere gli occhi davanti a questo fenomeno aberrante che è il distretto parallelo cinese, ma la nostra intenzione è quella di combatterlo con tutti i mezzi possibili per dare nuova linfa e speranza alla nostra città.