Il documento redatto dal consiglio pastorale diocesano arrivato in vista della campagna elettorale, riporta l’attenzione sui temi della famiglia, i giovani e dell’immigrazione coniugando legalità e accoglienza, temi cari e ampiamente condivisi dalla lista civica Prato Libera&Sicura che ha posto come punti prioritari del programma gli aiuti alle famiglie e ai giovani oltre alla lotta all’illegalità economica con particolare attenzione allo sfruttamento della manodopera clandestina, condannata anche dalla stessa diocesi.
“L’unità di intenti che ho ritrovato nel documento del consiglio pastorale mi conforta e dà sostegno nella battaglia per porre fine a questo aberrante fenomeno che ormai da anni affligge Prato – interviene Aldo Milone – insieme all’altro aspetto che viene segnalato che riguarda la ricchezza prodotta a Prato e che lascia la nostra città, cifre che ormai tutti conoscono. Anche le richieste che riguardano le famiglie e i giovani trovano pieno riscontro nel programma della nostra lista”.
Milone lancia però una frecciata agli avversari del centrosinistra e ai sindacati rei di non aver mai preso una posizione chiara e ufficiale sulla questione dello sfruttamento della manodopera clandestina e in particolare sulla violazione dei più elementari diritti dei lavoratori: “Mi meravigliano le poche riflessioni di Carlesi e Gestri sul lungo documento della diocesi – attacca Milone – E’ evidente che l’intento era quello di evitare il delicato tema del distretto parallelo verso cui, per ora, ho sentito solo semplici enunciazioni e nessuna proposta da mettere in campo per contrastare in maniera efficace questo fenomeno”.