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Raddoppio della declassata area Soccorso
Progetto sponsorizzato da Prato Libera & Sicura ®
Note informative generali
Il tema in discussione è oggetto di un ampio dibattito tecnico che si trascina ormai da lungo tempo con interessanti coinvolgimenti socio – politici. Ad oggi vi sono tra i documenti di interesse il progetto preliminare redatto dall’ufficio mobilità del comune e lo studio redatto dall’OIPP. A cornice non possono essere ignorati gli ampi spazi di discussione lasciati ai media (giornali ed internet) con animati commenti spesso di contenuto tecnico discutibile ma certamente sempre importanti dal punto di vista sociale.
Le soluzioni allo studio sono quattro: il sottopasso, il viadotto, l’ampliamento del rilevato ed il tunnel. La soluzione del viadotto è quella attualmente approvata a livello di progetto preliminare (giugno 2011). Le quattro soluzioni sono state oggetto di un attento e dettagliato studio da parte dell’OIPP.
Alcune questioni tecniche
Utile rappresentare le principali questioni tecniche di interesse.
- la presenza di un collettore che corre sotto Via Roma (soluzione sottopasso) interferisce e costringe ad una deviazione dello stesso di complessa ed incerta soluzione;
- la rimozione del rilevato (soluzioni sottopasso e viadotto) risulta operazione con ricadute rilevanti sia in termini di tempi di esecuzione che di costi; la lavorazione potrebbe rivelarsi “critica” nel caso fossero rinvenuti terreni richiedenti smaltimenti speciali; l’individuazione delle discariche e l’impatto ambientale derivante dall’intenso transito dei mezzi sono elementi da valutare attentamente;
- la chiusura e deviazione del traffico e lo studio di un percorso alternativo (soluzioni sottopasso ed allargamento del rilevato) sembrano questioni tecnicamente risolvibili; la soluzione viadotto potrebbe essere realizzata in fasi come ben illustrato nello studio dell’OIPP senza la deviazione del traffico (se non per pochi mesi); la possibilità di eseguire il viadotto per fasi obbliga ad una serie di lavorazioni provvisionali (palancole, scavi per fasi) che potranno avere incidenza su costi e tempi di esecuzione, specie per la parte di scavo da eseguirsi per fasi ed in parte sottoimpalcato; sono necessarie piste di cantiere a lato del rilevato (maggiori espropri).
La soluzione “viadotto su rilevato”
Sorge spontanea una osservazione; una soluzione che non interferisca con il collettore fognario, che non preveda l’asportazione del rilevato potrebbe essere interessante. Nel caso in cui la deviazione del traffico potrà rivelarsi necessaria, la riduzione dei tempi sarà certo di interesse al fine di contenere il disagio della comunità. La non rimozione del rilevato e la sua gestione in cantiere accorcia i tempi ed associa un forte abbattimento dell’impatto ambientale determinato dal transito ridottissimo dei mezzi pesanti. La soluzione è di fatto un affinamento di quella già oggetto di studio, l’ampliamento del rilevato, eseguita con diversa tecnica al fine di limitare i tempi di esecuzione e di lavorare sempre e soltanto dentro l’impronta del’attuale rilevato. La contestualizzazione dell’opera, fortemente impattante secondo alcuni commentatori, potrà essere migliorata mediante lo studio di accorgimenti che la doteranno di maggiore snellezza ed armoniosità rendendola la naturale consecutio dell’attuale contesto.
La soluzione prospettata si può riassumere in sintesi: dopo avere rimosso gli elementi stradali di superficie, si passa ad una lievissima modellazione del rilevato stradale senza asportazione del terreno; si eseguiranno dei pali di fondazione che hanno la duplice funzione di stabilizzare il rilevato e di sostenere la nuova infrastruttura; si realizza sospeso sui pali un solettone in c.a. con due sbalzi laterali di spessore minimo fuoriuscenti dalla sagoma del rilevato; successivamente gli sbalzi saranno rivestiti da un carter in acciaio passivato (corten) al fine di armonizzare la sagoma al rilevato creando una sezione corrente di gradevole inserimento arricchita da un muretto rivestito basso al piede del rilevato e delle piantumazioni in modo da costituire un “giardino verticale”; la soluzione ha anche il vantaggio di richiedere uno spessore strutturale dimezzato rispetto al viadotto alzando la livelletta (quota) stradale di pochi centimetri e aggraziando visivamente i sottopassi di Via Roma e Via del Purgatorio. Per garantire una maggiore permeabilità urbana dell’opera si prevedono gli allargamenti fino a quasi 50 mt dei sottopassi di Via Roma e di Via del Purgatorio con rotatoria integrata di smistamento dell’intersezione.
Le conclusioni
La soluzione garantirà costi e tempi ridotti accompagnati ad una certezza di esecuzione legata a doppio filo alla non necessaria rimozione del rilevato esistente. La celerità della realizzazione consentirà di minimizzare l’impatto sul traffico ed il disagio della comunità. Dal punto di vista visivo la soluzione non presenza radicali cambiamenti rispetto all’attuale contesto geomorfologico, integrando il rilevato (“giardino verticale”) con il contesto urbano esistente.








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