Archivio di aprile 2012

Baraccopoli cinese: Milone attacca il centrosinistra

giovedì, 26 aprile 2012

Per l’assessore il silenzio dell’opposizione è assordante

In seguito ai controlli dei giorni scorsi che hanno portato al ritrovamento di una baraccopoli nella zona del Macrolotto 2, l’assessore alla Sicurezza, Aldo Milone, attacca il centrosinistra perché, senza aver preso posizione, si è fatto notare per “un silenzio assordante”. “Dopo il ritrovamento della baraccopoli cinese, caso unico per ora a Prato, avvenuto martedì scorso, nella quale le condizioni igienico-sanitarie erano a dir poco carenti, e al cui interno dormivano e vivevano anche bambini in tenera età – dice Milone – mi sarei aspettato da parte del centrosinistra una nota di condanna in modo chiaro e palese per le condizioni disumane in cui vivevano queste persone”.
“Non ho letto in proposito neanche una riga dopo che i media avevano dato ampio risalto al rinvenimento di questa bidonville. Visto che tra pochi giorni si festeggerà la festa dei lavoratori mi sarei aspettato una presa di posizione da parte dei partiti della sinistra su questo argomento, anche alla luce dei continui discorsi che i loro leader fanno sulla difesa dei lavoratori e la condanna di ogni tipo di sfruttamento – prosegue l’assessore – Purtroppo anche la scoperta di questa baraccopoli è passata sotto il loro più assordante silenzio e mi chiedo, a questo punto se veramente hanno a cuore le sorti dei lavoratori di qualsiasi etnia o dei soli italiani. Per la verità ho qualche dubbio anche per quanto riguarda la difesa delle migliaia di lavoratori italiani, in quanto hanno assistito passivamente al loro licenziamento o messa in cassaintegrazione proprio a causa della presenza di questo famigerato distretto parallelo verso cui ancora guardano con un certo favore sperando di integrarlo con il nostro”.

Tratto dal Nuovo Paese Sera del 26/04/2012 © Riproduzione riservata

 

Cinesi, l’Italia al primo posto in Europa per l’evasione fiscale

lunedì, 23 aprile 2012

L’Italia è al primo posto in Europa per evasione fiscale da parte dei cinesi. Tra le maggioriimposte evase dalla comunità cinese figurano l’IRES, IRAP, IRPEF, l’IVA, oltre alle imposte locali. L’evasione fiscale stimata è di circa 35 miliardi di euro.

A Prato, su un campione di 100 dichiarazioni dei redditipresentate da confezionisti cinesi per il 2010 è emerso che a fronte di 200mila euro di imposte da pagare, l’Agenzia delle entrate non ha riscosso nulla, mentre a Napoli, in un noto quartiere dove si combatte una faida di camorra, sono state rilevate ben 9.300 imprese, tra individuali e società di capitali, su un totale di 15.000 esistenti e la gran parte di queste sono riconducibili a imprenditori cinesi, che gestendole tramite prestanome, non pagano regolarmente le tasse.

In quasi tutte le ditte cinesi controllate nel primo semestre del 2011 sono state trovate irregolarità che hanno portato a sanzioni amministrative ed in mote di queste sono state riscontrate anche violazioni penali.

Questo è quanto risulta dalla nuova inchiesta condotta dal’Associlazione Contribuenti Italiani, elaborando dati della Polizia tributaria, dell’Amministrazione finanziaria, delle Camere di Commercio e de Lo Sportello del Contribuente, presente nelle principali città d’Italia. Le aziende cinesi operano in tutti i settori industriali, tra cui l’abbigliamento, la produzione di detersivi e giochi. Insomma, altro che tessile di Prato, meccanica fine di Vicenza e Treviso, mobile della Brianza.

‘Le statistiche – spiega Vittorio Carlomagno, presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani- poi, fanno il resto. Analizzando i dati emerge che nei distretti dove la comunità cinese è maggiormente presente, è stato rilevato un indice di evasione fino al 98%. Bisogna subito rafforzare i poteri di verifica e controllo fiscali conferendo poteri di Polizia tributaria ai Vigili urbani ed ai Carabinieri.

Da sola la Guardia di Finanza, che da tempo opera con successo sul fronte dell’evasione fiscale, non può fronteggiare un’evasione così diffusa’.
Per arginare tale fenomeno, l’Associazione Contribuenti Italiani propone di non rinnovare il permesso di soggiorno a tutti gli immigrati che non risultano in regola con il pagamento di imposte e contributi

Lunedì 18 Luglio 2011, di Eleonora Bianchini su Blogosfere.

Baraccopoli cinese scoperta al Macrolotto: 18 alloggi fatti di lamiera

lunedì, 23 aprile 2012

Forse è un tentativo di evitare il sequestro del capannone. L’assessore Milone: «Una cosa mai vista»

Una sorta di baraccopoli composta da 18 alloggi in lamiera è stata scoperta oggi pomeriggio dalla polizia municipale accanto a un’azienda gestita da cinesi in via Chemnitz, al Macrolotto 2. Potrebbe trattarsi di un tentativo di evitare il sequestro del capannone in occasione dei periodici controlli che spesso accertano una commistione abusiva tra luogo di lavoro e di riposo dentro le fabbriche cinesi, ma il capannone è stato comunque sequestrato. «Una cosa mai vista» ha commentato l’assessore alla Sicurezza urbana Aldo Milone presente al controllo di ieri.