Articoli marcati con tag ‘Cenni’

In risposta a l’ordine del giorno del Partito Democratico

mercoledì, 18 gennaio 2012

queste sono le considerazioni:
Il Pd pratese, non avendo argomenti politici per contrastare l’attuale giunta del Sindaco Cenni, si affida alle questioni personali usando il solito sistema giustizialista, metodo molto caro al loro antenato Stalin. Ci chiediamo, però, come mai non abbia presentato una mozione di sfiducia con la dirigenza del Consiag a seguito dell’indagine dell’Antrust nella quale sono emerse addirittura violazioni penali da parte della dirigenza Consiag.
Per non parlare di una sorta di complicità morale di alcuni dirigenti del PD con una parte della comunità cinese tutta intenta ad operare nell’illegalità più assoluta e con un’evasione fiscale che farebbe impallidire anche i più grandi evasori del pianeta. Su questi fenomeni anche l’Ambasciatore cinese, finalmente, ha avuto parole di apprezzamento e incitamento verso il Sindaco Cenni spronandolo a continuare su questa strada.
Mentre il PD ha quasi sempre taciuto o, addirittura, spesso ha contestato il lavoro del gruppo interforze che con abnegazione lavora sul nostro territorio per debellare questo cancro. Una riflessione la rivolgiamo agli onesti pratesi che per lavorare, oltre a fare enormi sacrifici, non hanno avuto parenti o familiari per potersi garantire un posto sicura nelle società partecipate (CONSIAG,ASM,SORI) e quindi in questi ultimi anni stanno soffrendo più di altri: volete che la città la governi ancora una classe dirigente che, in primis, ha pensato a sistemare familiari e amici carissimi nelle predette società?
Il PD è formato da questa classe dirigente che ,oltre a sistemare i familiari, ha pensato anche a costruirsi una posizione dirigenziale, senza alcun titolo giuridico, ovvero la laurea, all’interno delle predette società.

Tanta solerzia nel trovare un alloggio ai profughi a Prato e non si ascoltano le grida di aiuto che si levano dal nostro territo

giovedì, 19 maggio 2011

Cenni: “L’unico Comune che aveva valide ragioni per dire no è stato caricato dell’arrivo di 13 profughi e altri presto ne arriveranno”

In merito alla vicenda profughi, il sindaco Roberto Cenni dichiara quanto segue:

“Il Comune di Prato si è assunto la responsabilità politica e civile di non accogliere profughi sul proprio territorio. Lo abbiamo fatto anche di fronte alle critiche pretestuose, ideologiche e strumentali della Regione, della Provincia e degli altri Comuni. Questi ultimi, peraltro, avevano manifestato disponibilità all’accoglienza ma ne risultano al momento esentati.

Si tratta di una decisione, la nostra, che abbiamo preso convinti di rappresentare gli interessi complessivi della comunità pratese, e perciò intendiamo anche degli extracomunitari presenti in città. Lo abbiamo fatto perché il peso di questo 30 per cento di popolazione (tra ufficiali e immigrati clandestini) comporta un alto livello di difficoltà nella gestione dei tanti servizi che una moderna amministrazione deve garantire a tutti i cittadini. Lo abbiamo fatto consapevoli che ci sono molti disagi ancora da risolvere. Lo abbiamo fatto perché il problema non sono 13 o più persone che verranno, ma il fatto che arrivino in una comunità il cui problema è di una rilevanza nota a tutti. Lo abbiamo fatto perché ben consapevoli di dover affrontare una situazione alloggiativa e assistenziale sempre più grave e pesante, segnata anche dai molti sfratti in esecuzione. E’ perciò inspiegabile per questa Amministrazione e per i cittadini pratesi la solerzia con la quale si trovano immediate soluzioni per i profughi e non per quelle molte migliaia di nostri concittadini che da lungo tempo lanciano grida di aiuto.

Rimaniamo interdetti del fatto che la soluzione al grave problema umanitario rappresentato dalla migrazione dei popoli del Nord Africa, che si sarebbe dovuta trovare in accordo con gli enti locali, veda l’unico Comune che aveva valide ragioni per dire no caricato dell’arrivo di 13 profughi e di altri che presto arriveranno. E’ un comportamento irresponsabile sia dal punto di vista istituzionale sia da quello del buon senso. E mi domando perché le difficoltà presenti in questa comunità, comportate dalla grande massa migratoria e acuite dalla profonda crisi, non debbano essere prese in giusta considerazione. Un problema di tale portata avrebbe dovuto ricevere infatti una più alta attenzione da parte della Regione Toscana, nonché un maggior sostegno della Provincia alle buone ragioni pratesi, per individuare in altri Comuni le soluzioni richieste”.